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Autore: mondolavoro

INAIL: rivalutazione del minimale e del massimale di rendita


L’INAIL – con Circolare del 3 settembre 2024, n. 23 – ha rivalutato le prestazioni economiche erogate nel settore industria con decorrenza 1° luglio 2024, stabilendo gli importi del minimale e del massimale di rendita nelle misure di € 20.258,70 e di € 37.623,30.

Sulla base di tali importi, l’Istituto ha aggiornato i limiti di retribuzione imponibile per il calcolo dei premi assicurativi (da variare secondo la rivalutazione delle rendite).

Modalità di calcolo del periodo di comporto e conteggio delle assenze per malattia/infortunio

La Cassazione – con sentenza del 30 luglio 2024, n. 21242 – ha affermato che le assenze del lavoratore dovute ad infortunio sul lavoro o a malattia professionale sono computabili nel periodo di comporto. Affinché non lo siano, è necessario che: 

  • l’infortunio sul lavoro o la malattia professionale abbiano avuto origine in elementi di nocività insiti nelle modalità di esercizio delle mansioni;
  • il datore di lavoro sia responsabile di tale situazione nociva e dannosa.

Al riguardo, la Suprema Corte ha sottolineato che le disposizioni collettive possono escludere dal computo delle assenze ai fini del comporto quelle connesse a infortuni sul lavoro o malattie professionali.

Peraltro, è stato evidenziato che le assenze conseguenti a infortunio sul lavoro o malattia professionale, qualora si protraggano oltre i 16 mesi, devono essere computate nel calcolo del limite massimo di conservazione del posto di 24 mesi.

Prestazioni non anticipate dal datore di lavoro: le istruzioni per il pagamento diretto

L’INPS – con Messaggio del 30 agosto 2024, n. 2909 (non ancora pubblicato dall’Istituto) – ha riepilogato, aggiornando le indicazioni già fornite con il precedente Messaggio n. 28997/2010, le ipotesi di pagamento diretto delle indennità di malattia, maternità, permessi ex lege n. 104/1992 e congedo straordinario e le conseguenti attività a carico dell’operatore di Sede.

Le diverse ipotesi prese in considerazione sono le seguenti:

  • datore di lavoro sottoposto a procedura concorsuale;
  • aziende tuttora attive che rifiutano espressamente di anticipare le indennità agli aventi diritto;
  • l’Istituto effettua il pagamento diretto del trattamento di integrazione salariale, anche in deroga;
  • l’Ispettorato territoriale del lavoro, previo accertamento dell’inadempimento datoriale, dispone il pagamento diretto della prestazione;
  • l’omessa anticipazione è riferita ad eventi indennizzabili insorti nel corso dell’attività di azienda successivamente cessata;
  • aziende per le quali non sussiste l’obbligo di anticipazione prevista all’art. 1, comma 7, D.L. n. 663/1979, in carenza di relativa previsione nel CCNL di riferimento.

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