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Autore: mondolavoro

CGUE: il meccanismo dell’imposizione su richiesta e parità di trattamento

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea – con sentenza del 30 maggio 2024, causa C-627/22 – ha fornito un’interpretazione agli artt. 7 e 15 dell’Accordo tra la Comunità Europea e la Confederazione Svizzera, in tema di libera circolazione delle persone.

Nel dettaglio, la CGUE ha ritenuto che tali disposizioni ostano a una normativa di uno Stato membro che:

  • riserva,  ai contribuenti cittadini di tale Stato membro, di un altro Stato membro o di uno Stato parte dello Spazio Economico Europeo, residenti nel territorio di uno di tali Stati, il diritto di optare per una procedura di imposizione su richiesta dei redditi da un’attività di lavoro dipendente al fine di ottenere la presa in considerazione di spese quali le spese professionali, e l’imputazione dell’imposta sulle retribuzioni prelevata nell’ambito del procedimento di ritenuta alla fonte, il che può condurre al rimborso dell’imposta sul reddito;
  • non conferisce un siffatto diritto di opzione a un cittadino del primo Stato membro, residente in Svizzera e che percepisce i redditi da un’attività di lavoro dipendente in tale Stato membro.

Il piano triennale di contrasto alla irregolare percezione dell’Assegno di Inclusione

In data 31 maggio 2024, nella sez. “pubblicità legale” del sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stato pubblicato il Decreto MLPS n. 121 del 28 settembre 2023, recante “Decreto attuativo dell’articolo 7, comma 4 del decreto legge 48/2023 convertito con la legge n 85/2023. Piano triennale di contrasto alla irregolare percezione dell’Assegno di Inclusione”.

All’attività partecipa uno specifico contingente dell’Arma dei Carabinieri insieme a INPS e Guardia di Finanza.

Al fine di programmare gli interventi, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro si avvale anche delle informazioni messe a disposizione dall’INPS, effettuando una pianificazione trimestrale.

Gli accertamenti e le verifiche operate dall’INPS devono riguardare, nel 2024, un numero almeno pari a 5.000 soggetti.

Per la definizione di ulteriori strategie di contrasto agli abusi si prevede altresì il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative sul territorio nazionale.

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