La sentenza CGUE sui limiti di discrezionalità del CCNL in materia di trattamento dei dati personali
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea – con sentenza del 19 dicembre 2024, causa C-65/23 – si pronuncia in materia di protezione dei dati personali in ambito lavorativo, chiarendo che la contrattazione collettiva ha il potere di prevedere norme più specifiche in materia di trattamento di dati personali dei dipendenti, ma deve rispettare l’obbligo di rimanere entro i confini e le condizioni del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), specie per quanto riguarda l’art. 88 dello stesso (che disciplina il trattamento dei dati nell’ambito dei rapporti di lavoro) nonché gli artt. 5, 6 e 9, relativi, rispettivamente:
- ai principi applicabili al trattamento di dati personali;
- alle condizioni di liceità del trattamento;
- alle norme sul trattamento di categorie particolari di dati personali.
L’eventuale controllo giurisdizionale relativo all’effettivo rispetto dei principi europei da parte della contrattazione collettiva spetta, in questo caso, al giudice nazionale.